Una squadra di ricercatori dell’americana University of Alabama ha annunciato la scoperta di ben 17 piramidi sconosciute in Egitto, insieme a un migliaio di tombe e qualcosa come 3.000 antichi insediamenti, tutti ancora interrati, probabilmente in una profonda stratificazione del limo con il quale il Nilo inonda periodicamente le proprie rive.

Tutto nell’area dell’antica città di Tanis, e di quella moderna di San El Hagar, nel Nord dell’Egitto, sul delta del Nilo a breve distanza da Porto Said.

Sulla BBC il 30 maggio
La britannica BBC informa che i primi scavi hanno confermato l’effettiva esistenza di due delle piramidi. La sensazionale scoperta si deve alle tecnologie della fotografia satellitare a infrarossi, che in un anno di ricerche da 700 chilometri di altitudine ha scovato questo nuovo colossale tesoro archeologico ancora sconosciuto. «E probabilmente verrà fuori anche molto di più. Queste tecnologie superano di gran lunga la vecchia scuola di Indiana Jones» ha scherzato Sarah Parcak, l’archeologa a capo della squadra cui si deve la scoperta.

Tutto si vedrà il 30 di maggio nel documentario sull’eccezionale ritrovamento, dal titolo “Egypt’s Lost Cities”, che la BBC trasmetterà in Gran Bretagna.

Nuove tombe aperte a Luxor
Nel frattempo nella nuova Valle dei Re a Luxor sono state aperte al pubblico sette tombe maschili, alcune probabilmente di funzionari e servitori del faraone Tutankhamon e di suo padre Akhenaten, tra l’altro – ha comunicato il ministro egiziano delle antichità Zahi Hawass – quella del tesoriere Maya, del maggiordomo Ptahemwia, del generale Horemheb, che in seguito divenne a sua volta faraone.

Alcune delle tombe appena aperte erano state scoperte nel 1843 dall’esploratore tedesco Richard Lepsius, ma gli scavi sono iniziati nel 1975, affidati a una missione anglo-olandese. Ora di nuovo una squadra olandese le ha restaurate e aperte al pubblico. – Fonte: L’Agenzia di Viaggi.it
 

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